Giuristi viaggiatori

L’impatto delle circolazioni umane sui saperi giuridici(XVIe-XXe secolo)

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Appel à contributions pour le n° 22 - Les juristes en voyageurs
Other translation(s):
Jurists as travelers.
Juristas viajeros

In italiano

N° Clio@Themis. Revue électronique d’histoire du droit, n° 22, 2022.

Coord. Laetitia GUERLAIN (université de Bordeaux, Institut de recherche Montesquieu-CAHD) e Luisa BRUNORI (CNRS, Université de Lille, CHJ)

Calendario e modalità di sottomissione degli articoli

Le proposte di articolo (poche linee di abstract) dovranno essere inviate ai due indirizzi seguenti : laetitia.guerlain@u-bordeaux.fr e luisa.brunori@univ-lille.fr entro il 1o marzo 2021.

  • Invio degli articoli entro giugno 2021.
  • Prima valutazione degli articoli da parte del comité giugno-luglio 2021.
  • Invio degli articoli corretti entro il 1o dicembre 2021
  • Seconda valutazione degli articoli da parte del comité gennaio-febbraio 2022
  • Invio definitivo degli articoli 15 aprile 2022.
  • Pubblicazione giugno-luglio 2022.

Tematica del numero monografico

Il dossier Clio@Themis “ Giuristi viaggiatori ” propone di interrogarsi sull’impatto delle circolazioni umane sui saperi giuridici.

Molto studiato in storia dell’epistemologia e delle scienza, il tema classico del viaggio ha attirato limitatamente l’attenzione della storiografia giuridica. Questa ha infatti privilegiato il terreno delle circolazioni della letteratura giuridica (traduzioni, corrispondenze, etc.) piuttosto che della mobilità delle persone. Va che detto che, se è facile comprendere l’importanza del viaggio per un antropologo, un geografo, un naturalista o un archeologo, la questione si pone meno chiaramente per i giuristi (studiosi di diritto o professionisti del diritto), il cui lavoro è di natura essenzialmente ermeneutica e testuale.

Situandosi all’interno della storia sociale e culturale dei saperi giuridici, il dossier si propone di contribuire a una storia della costruzione e della circolazione della conoscenza giuridica osservando l’impatto del viaggiare sull’innovazione giuridica : in che misura la mobilità dei giuristi, quale che ne sia il motivo (d’istruzione, commerciale, diplomatico, religioso, etc.) partecipa alla costruzione, al rinnovamento e alla trasformazione dei saperi giuridici ?

Il dossier, la cui geografia é mondiale, avrà un quadro cronologico ampio compreso fra il XVI° e il XX° secolo, periodo di costruzione e di consolidamento degli Stati-nazione. Gli articoli potranno essere scritti in francese, inglese, italiano o spagnolo. Potranno vertere sull’età moderna e/o contemporanea. Le proposte provenienti da colleghi stranieri saranno particolarmente apprezzate.

1) Giuristi viaggiatori nell’età moderna

Dalla fine del XV° secolo i profondi cambiamenti dovuti alle grandi scoperte rimettono completamente in questione la geografia del mondo. L’apertura delle grandi rotte atlantiche e pacifiche verso le Americhe avvia un’intensa mobilità “ globale ” a cui i giuristi partecipano a diverso titolo. Questo numero monografico ha come finalità quella di accogliere studi inerenti a questi movimenti multiformi e ramificati che – al di là delle esperienze di insegnamento – sono stati carichi di conseguenze per l’epistemologia giuridica della modernità. A titolo indicativo, senza pretesa di completezza, i contributi al dossier potrebbero vertere su aspetti quali :

Diritto e evangelizzazione : le conseguenze epistemologiche della circolazione dei giuristi religiosi. I viaggi – spesso lunghi e disagiati – dei religiosi (non di rado portatori di una cultura giuridica approfondita) finalizzati a evangelizzare nuove popolazioni hanno certamente contribuito all’introduzione precoce del diritto canonico in numerosi territori fuori Europa. Non va tuttavia sottovalutato il fatto che l’impatto fu reciproco : il contatto con popoli e culture al di fuori del mondo cristianizzato imposero questioni assolutamente fondamentali al diritto europeo, orientando fortemente non solo il diritto canonico, ma anche il diritto laico delle nazioni nascenti. La figura di Bartolomé de las Casas, viaggiatore infaticabile, è emblematica in questo senso : i suoi viaggi sono la piattaforma indispensabile per le sue riflessioni e proposte non solo in merito allo statuto degli indigeni ma anche in diritto amministrativo, diritto agrario, o ancora in merito alla regolamentazione del lavoro subordinato, proposte che provocarono la modifica della legislazione imperiale in questi ambiti. Come lui, molti altri giuristi religiosi, viaggiatori in America, in Asia e in Africa, nutrono e modificano il loro pensiero in seguito alla loro mobilità, diventando attori di profondi cambiamenti nell’epistemologia giuridica dell’età moderna.

Commercio di lunga distanza e diritto commerciale. “ L’Europa medievale aveva vissuto addossata ad un muro, l’Atlantico ”, scrive Jean Hilaire per descrivere il commercio europeo precedente l’inizio del XVI° secolo ; quando il muro cade, la classe dei mercanti, da sempre rivolti verso nuove frontiere commerciali, è immediatamente molto mobile. I mercanti anticipano attraverso la pratica la ristrutturazione di un diritto commerciale ormai “ globalizzato ”, ma parallelamente sollecitano i giuristi perché forniscano un quadro legale adatto al commercio di lunga distanza. I giuristi che hanno viaggiato nei territori interessati da questo commercio e che sono quindi a conoscenza della nuova realtà mercantile, risultanto essere i più ricercati per questa operazione. Ed essi non si defilano affatto, forti della loro esperienza in terre lontane. Tomas de Mercado ou Bartolomé de Albornoz sono esempi significativi di giuristi, più o meno eruditi, il cui pensiero giuridico é stato forgiato dai loro viaggio e che sono stati capaci di restituire i saperi acquisiti nele forme giuridiche appropriate per costruire un diritto commerciale adatto alla modernità.

I professionisti del diritto in viaggio. Esiste inoltre nell’età moderna una densa nebulosa di giuristi estremamente mobili che si sono spostati all’estero per le ragioni professionali più varie : amministratori, avvocati, notai, giudici, periti etc. Tutti hanno esercitato una professione giuridica in un altro territorio rispetto a quello di origine, spesso chiamati a applicare, adattare e tradurre un diritto prodotto in una relatà sociale molto diversa. Pionieri inconsapevoli del legal transplant, questi giuristi fanno appello ad uno strumentario intellettuale e culturale molto vario nel corso dei loro viaggi. Grazie ai loro scritti (ancora una volta di natura assai varia) la restituzione nel loro paese di queste esperienze è stata abbondante e feconda. La storiografia giuridica ha avuto l’intuizione dell’immenso orizzonte di ricerca rapprensentato da questi giuristi viaggiatori (Malagòn Barcelò, Tau Anzoátegui), il cui bagaglio culturale attende tuttavia ancora un’indagine approfondita.

2) Giuristi viaggiatori nell’età contemporanea

L'Ottocento e il Novecento, sebbene caratterizzati dalla forte presenza degli Stati-nazione e dall'affermazione delle identità nazionali, sono stati anche secoli di grande curiosità verso l’estero che ha condotto ad un'intensa circolazione umana. I giuristi non sono stati estranei a questo fenomeno : in un momento in cui le culture giuridiche nazionali si stavano affermando, i loro viaggi si moltiplicavano. Se la storiografia ha avuto l'intuizione dell’interesse di questo aspetto, questo fenomeno merita, sulla scia di una storia globale in piena espansione, di essere approfondito. A questo fine, il dossier accoglierà contributi che propongono studi su una particolare figura, ma anche contributi su gruppi di giuristi viaggiatori. Senza intenzione di esaustività, le proposte possono riguardare i seguenti punti :

Legami tra il viaggio e i progressi o i cambiamenti epistemologici. Dal punto di vista di una storia materiale del diritto, appare interessante chiedersi in che misura i viaggi condizionino il lavoro stesso del giurista, per esempio attraverso l'accesso a fonti inaccessibili nel paese d'origine (si pensi ai viaggi di storici del diritto e romanzieri, che attraversano le biblioteche europee alla ricerca di nuove fonti ). Ci si può inoltre chiedere quale sia l'effetto del viaggio di ritorno : le conoscenze giuridiche del paese visitato sono modificate dal ritorno del giurista viaggiatore al paese d'origine ? I viaggi incoraggiano una forma di prestito reciproco e di ibridazione della conoscenza ? È possibile, in alcuni campi (storia del diritto, diritto commerciale, diritto comparato, diritto internazionale, antropologia giuridica, ecc.), delineare una geografia intellettuale e spazializzare/territorializzare le pratiche accademiche dei giuristi ? Si tratterà insomma di cercare di far emergere gli spazi di circolazione e di confronto scientifico e intellettuale dei giuristi dell'epoca contemporanea, in una prospettiva di " geografia storica delle dinamiche della scienza " (D.  Pestre).

Tipologia e materialità dei viaggi dei giuristi. Sarà anche utile indagare sulle circostanze e le modalità concrete dei viaggi intrapresi. Con quali risorse finanziarie, istituzionali o diplomatiche i giuristi viaggiano all'estero ? Si pensi, ad esempio, ai numerosi giuristi inviati dallo Stato nell'ambito dei servizi istituiti dai ministeri (servizi del Ministero delle Colonie, del Ministero delle Belle Arti, del Ministero del Commercio, ecc.), o alle indagini all'estero effettuate dall'Accademia di Scienze Morali e Politiche, dalle società dotte o riformatrici (Museo Sociale, Società di Economia Sociale, Società di Geografia Commerciale, Società di etnografia ed etnologia, Società dotte coloniali, ecc.). Sono da considerarsi anche i programmi di viaggio studio degli istituti di istruzione superiore (Collège libre des études sociales, École libre des sciences politiques, École pratique des hautes études e le sue borse di viaggio, École des hautes études sociales, borse di studio della Fondazione Rockefeller, borse di studio concesse alla Facoltà di Giurisprudenza dalla Société des amis de l'Université de Paris, borse di viaggio " Around the World " della Fondazione Albert Kahn, ecc.) Inoltre, i giuristi sono talvolta costretti a viaggiare contro il loro volere : il numero della rivista desidera anche affrontare la questione della migrazione intellettuale in contesti autoritari (l'esilio dei giuristi durante il fascismo degli anni Trenta, per esempio). In una situazione del genere, in che misura questi periodi di sradicamento contribuiscono a trasformare il pensiero dei giuristi esiliati, che si immergono loro malgrado in un universo completamente diverso ?

Modalità d’indagine dei giuristi " sul campo " e di comunicazione dei risultati. Come lavora il giurista, uomo da scrivania, nel contesto di un viaggio (osservazione, lavoro testuale in archivi o biblioteche, interviste, ecc.) ? Il tipo di ricerca effettuata è diverso dal lavoro ordinario del giurista ? In altre parole, i giuristi viaggiatori sono obbligati o no ad adattare i loro metodi di lavoro ? Alla fine del viaggio, su quali mezzi di comunicazione e con quali finanziamenti viene pubblicato il frutto della ricerca effettuata (riviste, manuali, saggi, ecc.) ? Esiste inoltre una forma di letteratura di viaggio prodotta da questi giuristi viaggiatori, altra rispetto alla loro produzione strettamente scientifica ?

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