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    <title>Auteurs : Salvatore Grandone</title>
    <link>https://publications-prairial.fr/iris/index.php?id=2312</link>
    <description>Publications de Auteurs Salvatore Grandone</description>
    <language>fr</language>
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      <title>Le rapport image-imaginaire : entre Husserl, Durand et Wunenburger</title>
      <link>https://publications-prairial.fr/iris/index.php?id=2302</link>
      <description>S’il va presque de soi que les notions d’image et imaginaire sont strictement liées, que l’une ne va pas sans l’autre, il est plus difficile de déterminer la manière dont se configure ce lien. Pour déterminer les distingua du rapport et des méthodes d’analyse appropriées, on se propose de partir de la conscience d’image — le terme est husserlien et il qualifie ce que plus communément on appelle icône — pour arriver au mythe, en passant par la phantasia, le signe et le symbole  ; ensuite, nous entamerons le parcours inverse. On cherchera par là à démontrer que : 1) le rapport image-imaginaire ne peut être défini de manière univoque, en tant qu’il change selon le type d’image  ; 2) que dans le cas de la conscience d’image, une approche psychologique peut se révéler utile, car le support perceptif constitue un moment essentiel de l’icône ; 3) qu’au niveau de la phantasia, une méthode psychanalytique semble la démarche la plus prometteuse, car l’absence de l’image physique donne un cours apparemment déréglé aux phantasiai, qu’une compréhension des dynamiques désirantes peut éclairer ; 4) en ce qui concerne le signe, le symbole et le mythe, les dimensions affective, perceptive, fantastique et transitionnelle se lient strictement. Ces types d’images insistent sur plusieurs écrans, et par conséquent différentes approches sont nécessaires. Se è spontaneo associare i concetti di immagine e immaginario, in quanto sembrano due nozioni strettamente legate, non è affatto semplice determinare il modo in cui si configura il loro rapporto. Per tracciare i distingua di tale relazione e i metodi che possono aiutarci a chiarirla, partiremo dalla descrizione della coscienza d’immagine — si tratta di un termine husserliano — per arrivare al mito. La nostra riflessione si dividerà in diversi fasi. Analizzeremo infatti la struttura fenomenica dell’immagine mentale, del segno e del simbolo e seguiremo, brevemente, anche il cammino inverso che va dal simbolo all’immagine. I punti salienti della nostra dimostrazione saranno i seguenti: il rapporto immagine-immaginario non può essere definito in modo univoco, in quanto cambia in base al tipo di immagine; a livello della coscienza d’immagine, un approccio psicologico può rivelarsi utile, poiché il supporto percettivo costituisce un momento essenziale dell’immagine reale; nel caso della phantasia o immagine mentale, il metodo psicoanalitico sembra quello più appropriato, poiché l’assenza del supporto percettivo rende le immagini mentali libere da ogni costrizione. Pertanto la comprensione delle dinamiche affettive-desiranti può fornire una spiegazione al corso apparentemente sregolato di associazioni che qui si manifestano. Per quanto riguarda il segno, il simbolo e il mito, le dimensioni affettiva, percettiva, transizionale e fantastica sono strettamente correlate. Questo tipo di immagini sembrano insistere su “schermi” diversi e pertanto si richiede un approccio metodologico variegato. </description>
      <pubDate>lun., 06 déc. 2021 11:40:23 +0100</pubDate>
      <lastBuildDate>mer., 15 nov. 2023 12:10:21 +0100</lastBuildDate>
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